Descrizione
A Desirée Marino, assistente sociale, è stato affidato il coordinamento dell'équipe multidisciplinare composta da psicologa, educatrici, insegnante di italiano, mediatore linguistico-culturale, educatore dell’accoglienza e ausiliaria della sede "Restivo" del nostro progetto Sai-Msna gestita dal Consorzio "Umana Solidarietà".
Professionalità diverse che, attraverso il lavoro quotidiano e il confronto costante, contribuiscono alla costruzione di percorsi individualizzati attenti ai bisogni, alle risorse e alle potenzialità di ciascun ragazzo.
A "Restivo" il Sai Palermo accoglie 12 minori stranieri non accompagnati e li accompagna, attraverso l'équipe, in un percorso di tutela, crescita personale e progressiva conquista dell’autonomia.
L'accompagnamento è strutturato in un Piano Educativo Individualizzato (PEI) che dedica particolare attenzione alle dimensioni legale, educativa, socio-affettiva, scolastica e lavorativa.
Un percorso che si realizza non soltanto attraverso la collaborazione con le istituzioni e i servizi territoriali, ma anche nella quotidianità della struttura, nei momenti informali, nei laboratori e nelle attività indoor e outdoor.
La rete del Consorzio Umana Solidarietà e il suo costante coordinamento con "Casa dei Diritti" del Comune di Palermo, rappresentano per noi una risorsa strategica per attivare, quando necessario, azioni di intervento importanti per i percorsi dei nostri ragazzi, ci dice Desirée Marino.
Per la coordinatrice, in particolare, l'affiancamento dei mediatori linguistico-culturali, con le loro competenze specifiche rispetto alla nazionalità dei ragazzi accolti, favorisce una comunicazione più efficace, la comprensione reciproca e la costruzione di relazioni fondate sulla fiducia perché "mediare" non significa soltanto tradurre parole, ma anche facilitare l'incontro tra lingue, culture e storie differenti.
In questo primo anno di accoglienza abbiamo visto crescere il gruppo dei ragazzi, nascere relazioni, svilupparsi collaborazioni e consolidarsi legami tra chi provene da Paesi e contesti culturali diversi. Abbiamo condiviso esperienze, affrontato difficoltà e celebrato piccole e grandi conquiste.
E anche l’équipe è cresciuta con loro perché attraverso il confronto professionale e relazionale ha costruito modalità condivise di intervento, cercando di coniugare competenza e flessibilità, autorevolezza e ascolto, regole e accoglienza.
Accogliere, per noi, non significa soltanto offrire un luogo in cui vivere, ma creare le condizioni affinché ogni ragazzo possa sentirsi riconosciuto, possa acquisire strumenti, sperimentare le proprie capacità e diventare progressivamente protagonista del proprio percorso, conclude Marino