Descrizione
Serve più di qualche oncia di consapevolezza per raccontare un’Organizzazione che è anche una comunità di valori e più di molte once di responsabilità per descrivere un sistema pulsante che produce servizi in ogni ora e sviluppa dottrine, modelli e prassi inclinate a favore di innovazione.
Fin dalla nostra costituzione, avvenuta nel 2011, con etica e professionalità, operiamo nel sociale sostenendo le persone bisognose di cure e di assistenza, erogando servizi di accoglienza in favore dei deboli della società - anziani, minori, stranieri - in maniera diretta o mediante i nostri soci consorziati che sono accompagnati nel loro processo di crescita e sviluppo con servizi di supporto e di assistenza tecnico-amministrativa, progettuale e gestione banche dati.
Le nostre consorziate sono dotate di esperienza pluriennale e specializzazione tali da consentire al Consorzio di potere offrire i servizi più diversi: assistenza sociale residenziale e non, consulenza alle imprese, formazione e corsi per la sicurezza sul lavoro, etc.
Attualmente operiamo in Sicilia, Calabria, Puglia e Veneto gestendo tutti i livelli di accoglienza per cittadini stranieri con background migratorio, dallo sbarco presso gli Hotspot, ai Centri di Accoglienza Straordinari, alla seconda accoglienza della rete SAI, CPR e CARA. Per tali servizi siamo certificati ISO 9001:2015, ISO 45001:2018 e ISO 14001:2015.
Lo spirito cooperativistico traduce la gestione dei servizi di accoglienza in occasione di sviluppo e crescita del territorio lì dove insistono le strutture di accoglienza ed anche oltre per abbracciare aree omogenee, coinvolgendo stakeholder e partner territoriali con i quali immaginiamo e realizziamo nuovi servizi sempre più rispondenti alle necessità delle comunità locali. Così ad esempio nelle aree interessate dal fenomeno dello spopolamento con interventi mirati alla restanza ed all’inclusione sociale e lavorativa delle persone in accoglienza.
Applichiamo sempre il modello maieutico Dolciano dello sforzo creativo nelle attività lavorative e nel rapporto con i territori, un modello indispensabile per raggiungere obiettivi più avanzati, ad esempio, in materia di inclusione.
Il modello funziona perché i nostri operatori applicano, come studio e come metodo, il criterio della profondità storica e della sensibilità sociale per conoscere territori e comunità accoglienti nella loro intima identità. Solo a tali condizioni infatti si può sviluppare una credibile attività di dialogo e collaborazione che, nel nostro caso, si arricchisce di un linguaggio originale capace di rappresentare un elemento di novità nel panorama dell’informazione mainstream sul fenomeno migratorio.
Abbiamo inventato un linguaggio nuovo in grado di scardinare una narrazione pietrificata da parole d’ordine che di fatto sono diventate la migliore garanzia di sopravvivenza di ogni stereotipo.
Costruiamo politiche di integrazione attraverso la cultura e le arti, perché consapevoli del loro valore universale e della capacità che questi strumenti hanno di generare dialogo e incontro fra genti diverse promuovendo un cammino di edificazione di una nuova forma di convivenza. Recuperiamo la funzione sociale dell'arte, volta alla rigenerazione profonda della comunità e del territorio, perché l'arte è la lingua franca attraverso cui una comunità può riappropriarsi della propria storia, identità e del proprio modello valoriale offrendolo a chi, venendo da lontano, può contribuire a proiettare questo patrimonio verso il futuro, contaminandolo con il suo particolare e fondando così una nuova forma di cittadinanza condivisa, estetica e politica.
Al Jazeera, ZDF – televisione pubblica tedesca, l’Università di Philadelphia – Pennsylvania, sono tutte realtà che abbiamo incontrato perché interessate ai nostri modelli ed alle nostre attività generative.
Il nostro programma “L’Eresia di Un Blu Fiorito. Vivere la comunità dell’accoglienza e del cambiamento” è stato selezionato come il migliore in Italia per raccontare le trasformazioni territoriali e sociali delle aree a rischio spopolamento e siamo stati invitati a discuterne alla VII ed. delle Giornate di Studi Interdisciplinari "Geografia e..." a cura della Società Italiana di Studi Geografici e promosse dall’Università di Napoli L’Orientale, che quest’anno avevano per titolo e tematica “Geografia e Migrazioni”.
Lavoriamo sui contenuti della nuova cittadinanza, un tema che va oltre i concetti di integrazione e inclusione e lo facciamo in collaborazione con l’Università di Torino, Roma tre, L’Orientale di Napoli e a breve anche con la LUISS di Roma nella consapevolezza che prima ancora che uno status giuridico, la partecipazione alla cittadinanza è un sentimento che fonda sulla scelta di vivere, contribuire e condividere il futuro in un determinato luogo. All’origine c’è il riconoscimento culturale ovvero la consapevolezza che le identità non sono fisse, ma plurali. I nuovi cittadini infatti non rinnegano le proprie origini, ma le integrano e le mescolano in una nuova identità complessa, arricchendo il patrimonio culturale del Paese.
Ci impegniamo quotidianamente a passare da un'accoglienza erogativa e assistenziale a un'accoglienza generativa e performativa, sulla base di pratiche concrete di coabitazione e co-progettazione territoriale ed è in questo solco teorico e metodologico che si inserisce l’esperienza del modello d’intervento sviluppato dal Consorzio Hera Scs.
Per dirla in breve, la nostra comunità fa jump perché accetta la sfida del cambiamento. Un salto, meglio ancora, l’attraversamento di modelli e pratiche che ci spingono oltre soglia sul territorio dell’innovazione per abitare pienamente l’altro fronte del rione umano.



