GMR2026, Fare bene le cose che fanno Bene

Un confronto percepito da tutti come momento utile, necessario e da ripetere

Data:

25/06/2026

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GMR2026, Fare bene le cose che fanno Bene

Descrizione

Fare bene le cose che fanno Bene: un confronto percepito da tutti come momento utile, necessario e da ripetere con cadenza mensile.
Questa la sintesi dell’incontro tra gli operatori del Sai Palermo tenutosi al Centro Diaconale "La Noce" - Istituto Valdese per ragionare insieme su prassi, ideali e visioni comuni nella gestione dell'accoglienza Sai.

Presenti coordinatori e operatori delle diverse sedi dal Sai Palermo, oltre ad alcuni rappresentanti della governance Sai di "Casa dei Diritti" del Comune di Palermo.

La prima parte della giornata è stata dedicata alle presentazioni. Laura Nocilla, psicologa di "Casa dei Diritti" e Direttore esecuzione del progetto Sai Msna, ha proposto ai partecipanti una riflessione iniziale, chiedendo di raccontare un episodio recente che rappresentasse la motivazione personale alla base del proprio lavoro.
Dagli interventi sono emersi sentiment comuni quali la passione, l’empatia, la dedizione, l’attivismo, la soddisfazione professionale, l’impegno politico e sociale, lo scambio culturale e affettivo, la cura delle relazioni, il lavoro di rete e le opportunità di crescita sia professionale che personale.

Angela Errore, responsabile di "Casa dei Diritti" e dei progetti Sai del Comune di Palermo, ha voluto sottolineare come l’ultimo triennio abbia rappresentato un periodo di svolta, evidenziando un bilancio positivo degli ultimi sei anni di vita del Sai Palermo. Ha inoltre ribadito l’importanza di creare occasioni di confronto come questa, auspicando che possano essere ripetute con regolarità.

Dopo una breve pausa, la seconda parte della giornata è stata dedicata a un lavoro di gruppo. I partecipanti sono stati suddivisi in tre gruppi con il compito di confrontarsi su alcune domande e individuare risposte condivise.

Le domande proposte sono state:
1. Cosa facciamo bene?
2. Cosa ci mette in difficoltà?
3. Di cosa abbiamo bisogno noi e le persone accolte?
4. Di cosa abbiamo bisogno come operatori?

Tra i principali punti di forza, la presenza di équipes multidisciplinari e le competenze professionali maturate dagli operatori.

Tra le criticità, le difficoltà legate alla comunicazione con i servizi per le dipendenze, la carenza di tempo, il peso degli adempimenti burocratici e la rigidità di alcune scadenze amministrative, spesso poco compatibili con i tempi e i bisogni delle persone accolte.

La riflessione si è poi concentrata sui cambiamenti che hanno interessato le persone migranti negli ultimi anni. Oggi, infatti, le persone accolte arrivano con maggiore consapevolezza e con aspettative più definite rispetto alla società di accoglienza. Al tempo stesso, l’esperienza consolidata del sistema nazionale Sai, e in particolare del Sai Palermo, costituisce una risorsa importante che consente di affrontare le criticità con maggiore competenza e professionalità.

È stata inoltre sottolineata la necessità di riconoscere la condizione di vulnerabilità delle persone accolte senza però alimentare dinamiche di vittimizzazione. Favorire l’autodeterminazione resta, infatti, uno degli obiettivi centrali del progetto Sai.
In quest’ottica, è emersa con forza la necessità di promuovere percorsi orientati all’autonomia, evitando approcci assistenzialistici.

I partecipanti hanno condiviso l’importanza di garantire un costante orientamento e una formazione continua per tutti gli operatori. È emersa inoltre la volontà comune di comunicare con chiarezza, fin dall’inizio del percorso, la durata prevista del progetto individuale, al fine di prevenire incomprensioni e aspettative non realistiche.
Tra le proposte avanzate, è stata evidenziata l’opportunità di promuovere attività di educazione affettiva e sessuale all’interno dei progetti di accoglienza.

L’incontro si è concluso con un momento di riflessione personale sul futuro. Ogni partecipante ha scritto su un post-it la propria risposta alla domanda proposta da Laura Nocilla: «Qual è la cosa più importante che il Sai Palermo dovrebbe fare bene, o fare meglio, nei prossimi tre anni?».

Dalle risposte, la traccia del nostro lavoro comune come "Sai Palermo" per i prossimi tre anni.

Alessia Coppolino
operatrice nelle sedi CRESM del Sai Palermo che cede a titolo gratuito testo e foto di questo articolo

Ultimo aggiornamento: 25/06/2026 08:25

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