La targa Jabril Habib al Sai Palermo

Un riconoscimento che parla di una responsabilità e di una speranza condivise: continuare a costruire insieme comunità in cui nessuno si senta straniero, escluso o invisibile

Data:

19/06/2026

Tempo di lettura stimato:

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La targa Jabril Habib al Sai Palermo

Descrizione

La targa Jabril Habib è stata conferita da Mediterraneo Antirazzista alle operatrici e agli operatori del Sai Palermo.

Insieme a Gaia Garofalo, operatrice della sede "Astalli", la targa è stata ritirata a nome di tutte e tutti coloro che, con dedizione e professionalità, rendono possibile questo lavoro ogni giorno. 
È un riconoscimento che parla del lavoro quotidiano di tante operatrici e tanti operatori: un lavoro fatto di presenza costante, ascolto, progettazione e cura. Un lavoro che spesso si svolge silenziosamente e che, talvolta, richiede di colmare vuoti e fragilità della società in cui viviamo, senza mai perdere di vista l'obiettivo principale: garantire opportunità, diritti e futuro a ragazze e ragazzi impegnati in un percorso complesso e delicato verso l'autonomia.

Ma autonomia non significa soltanto aiutare qualcuno a trovare una casa, un lavoro o un percorso formativo. Significa creare le condizioni affinché una persona possa sentirsi parte di una comunità. Significa favorire relazioni, partecipazione e senso di appartenenza.
Perché non esiste vera autonomia senza una vita sociale piena, senza luoghi in cui incontrarsi, confrontarsi, sentirsi accolti e riconosciuti.

Non bisogna aspettare che le comunità esistano, ma bisogna partecipare per costruirle. Costruire comunità significa esserci. Significa abitare i territori, creare occasioni di incontro, partecipare alla vita culturale e sportiva della città.
È quello che proviamo a fare ogni giorno come operatrici e operatori del Sai Palermo: accompagnare le persone non soltanto verso l'autonomia materiale, ma verso una piena appartenenza ai luoghi che vivono. 

Per questo motivo, quando abbiamo ritirato questo riconoscimento e poi lo abbiamo consegnato a "Casa dei Diritti", abbiamo compreso che questa targa non parla soltanto del nostro lavoro.
Parla di una responsabilità e di una speranza condivise: continuare a costruire insieme comunità in cui nessuno si senta straniero, escluso o invisibile.
In un tempo in cui si alzano muri e si alimentano divisioni e paure, fare comunità è l'atto più radicale che possiamo compiere.

Manuela Caporarello
Coordinatrice delle sedi "Finocchiaro Aprile" e "Serraglio vecchio" del Sai Palermo, gestite dal Consorzio "Umana solidarietà", che cede a titolo gratuito i diritti d'autore del testo

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Le foto sono di Alessio Barbera
fotografo, che cede a titolo gratuito i diritti d'autore
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nella foto di copertina: Manuela Caporarello

Ultimo aggiornamento: 19/06/2026 15:26

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